A scuola contro i pregiudizi

Le professioniste del Centro Antiviolenza C.H.I.A.R.A. incontrano alunni e docenti degli istituti scolastici del territorio

 

Il Centro Antiviolenza C.H.I.A.R.A., nell’ottica della prevenzione della violenza di genere, si propone anche quest’anno nelle scuole, con incontri rivolti sia agli studenti che ai docenti dell’Istituto Maserati di Voghera. Il progetto, Coordinato dal Preside Dott. Dezza, si intitola «Rete di scuole contro la violenza di genere» e ha preso il via il 10 febbraio, con il primo incontro rivolto ai docenti, e il 12 febbraio per quanto riguarda lo spazio dedicato ai ragazzi.

Perché nelle scuole? La violenza di genere, per molti versi, è il risultato di un retaggio culturale che viaggia sui binari del pregiudizio e degli stereotipi; è innegabile che, oltre alla famiglia, la scuola abbia un ruolo importante nella trasmissione di valori positivi, di uguaglianza e rispetto fra i sessi. La partita per la prevenzione del fenomeno, dunque, si gioca anche nella scuola. A tale proposito lo scorso 10 febbraio, le nostre professioniste hanno incontrato, in collegamento online, i docenti dell’istituto scolastico superiore A.Maserati di Voghera per un corso di formazione; di seguito gli argomenti trattati.

I segnali d’allarme della violenza domestica e scolastica

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Uno degli argomenti trattati in questi incontri è legato alla violenza subita in ambiti domestici e scolastici. La formazione ha avuto lo scopo di fornire strumenti utili per riconoscere eventuali comportamenti “sospetti” negli adolescenti, ponendo l’accento sull’importanza della scuola, come ambiente privilegiato per l’osservazione di tali fenomeni e indicando quali siano gli atteggiamenti convenienti da utilizzare in tali casi (assenza di pre-giudizio e giudizio, accoglienza e comprensione, al fine di creare un legame di fiducia tra adolescente e insegnante).

Per un ragazzo riuscire a raccontare la propria esperienza di abuso subito ha un’importanza fondamentale, che si tratti di violenza domestica, sessuale o bullismo. Oltre agli aspetti comportamentali degli adolescenti sono state prese in esame le evidenze fisiche, quali segni sul corpo, problemi legati all’alimentazione, assenza di igiene personale, abbigliamento inadeguato, e così via, tutti campanelli d’allarme che devono indurre l’insegnante a sospettare di un disagio dell’adolescente.

Da non sottovalutare poi gli atteggiamenti dei genitori che, infatti, nei casi di problematiche famigliari sono caratteristici – spesso arrivano ad ignorare le reazioni emotive dei figli o mostrano reazioni sproporzionate – fino all’analisi di quali siano i fattori di rischio di questa tipologia genitoriale.

Relatrice: Alessandra Daniele,  psicoterapeuta e operatrice del Centro Antiviolenza C.H.I.A.R.A. 

Bullismo e Cyberbullismo – Implicazioni legali.

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Troppo spesso il bullo è, a sua volta, una vittima di dinamiche famigliari violente. La violenza assistita in famiglia oppure gli atteggiamenti violenti, anche verbali, tenuti dai genitori, infatti, possono nel tempo scatenare nell’adolescente reazioni di questo tipo. Tuttavia, non bisogna dimenticare che siamo in presenza di un reato vero e proprio che avrà implicazioni legali, individuali, genitoriali e della scuola, nel caso il reato venga compiuto in ambito scolastico.

Sono state prese in esame le varie tipologie di bullismo e cyberbullismo (Happy slapping, Pull a pig, sexing, body shaming, cyberstalking, Outing , trickery, Impersonation, Flaming). Nel corso dell’incontro è stato anche fatto un excursus sulle conquiste legislative per la posizione femminile, dalla riforma del diritto di famiglia fino ai giorni nostri con l’introduzione del codice rosso.

Relatrice: Avv. Barbara Marini, legale operatrice del Centro Antiviolenza C.H.I.A.R.A.  

Cos’è la violenza di genere?

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«L’espressione violenza nei confronti delle donne designa una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione contro le donne, comprendente tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, comprese le minacce di compiere tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica, sia nella vita privata»

Partendo dalla definizione di violenza nei confronti delle donne sono stati forniti alcuni dati relativi al fenomeno dei femminicidi, in Italia, messi a confronto con il dato degli omicidi, dal 2017 al 2020. È stato evidenziato come negli anni presi in esame sia costante il numero dei femminicidi, mentre risulti in diminuzione quello degli omicidi. Il 2020, addirittura, ha visto un incremento dei femminicidi rispetto al 2019, complice la pandemia e la costrizione in casa, come anche un incremento delle telefonate di richiesta d’aiuto.

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*fonte: Report su omicidi volontari diffusodal Viminale

Per meglio capire l’origine culturale del problema, è stato fatto un breve excursus sulle conquiste legislative a favore dei diritti delle donne e sull’evoluzione normativa, in Italia, nell’arco degli anni.

  • 1975 Riforma diritto di famiglia e abolizione potestà maritale;
  • 1978 Legge sull’aborto;
  • 1981 Abrogazione delitto per causa di onore e matrimonio riparatore;
  • 1993 Le Nazioni Unite definiscono violenza di genere crimine contro l’umanità;
  • 1996 Definisce violenza contro le donne come delitto contro la libertà personale, nello stesso anno violenza sessuale delitto contro la persona e non contro la morale pubblica;
  • 2001 Prime misure per contrastare il femminicidio e gratuito patrocinio per vittime di violenza;
  • 2006 Introdotto reato di stalking;
  • 2013 Ratifica Conv. Istanbul e L.119/2013 disposizioni urgenti in materia di contrasto alla violenza di genere, inasprimento pena reati già esistenti, previsione misure di protezione anche in ambito del diritto civile;
  • 2015 Introduzione maggiori tutele vittime di violenza sul lavoro;
  • 2018 Legge sugli orfani speciali;
  • 2019 Nuovo codice rosso

Sono, inoltre, state analizzate le diverse tipologie di violenza, che riguardano non solo la violenza fisica, ma anche quella psicologica ed economica, fino allo stalking e alla violenza assistita (aspetto che riguarda i minori, che purtroppo molto spesso si trovano ad assistere agli atti di violenza rivolti  alle loro madri).

A conclusione del seminario sono stati illustrati i percorsi di accoglienza e accompagnamento per le donne – psicologico, legale, di orientamento al lavoro ed emergenza abitativa per situazioni di pericolo – previsti dal Centro Antiviolenza C.H.I.A.R.A.

Relatrice: Dott.ssa Martina Acerbi – psicologa, psicoterapeuta e operatrice del Centro Antiviolenza C.H.I.A.R.A  

Gli stereotipi di genere

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L’obiettivo del primo incontro destinato ai ragazzi si propone una profonda riflessione sugli stereotipi di genere nella nostra società, dove la figura femminile, a tutti i livelli, viene definita secondo modelli stereotipati propinati dalla televisione, ma non solo. La donna vista caratterialmente come fragile, accondiscendente, dolce, fisicamente magra, di bell’aspetto e attraente. Gli stereotipi però riguardano anche gli uomini, che devono essere forti, razionali, vincenti nel lavoro e incrollabili sul piano dell’emotività. Pregiudizi ed etichette sono così radicati nel comune pensiero, e soprattutto nel linguaggio, da far sì che vengano accettati e considerati normali.

Il valore aggiunto di questi incontri è la possibilità di confrontarsi direttamente tra i partecipanti (nonostante la modalità online), attraverso le proposte delle operatrici che sollecitano al pensiero critico.
Le prossime date previste per gli incontri, che avverranno sempre attraverso la piattaforma online, sono il 12 marzo e il 14 aprile 2021.

Relatrici dei corsi: Dott.sse Silvia Carlotti e Chiara Anastasia, rispettivamente psicologa e assistente sociale, oltre che operatrici del Centro Antiviolenza C.H.I.A.R.A.

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