Carta dei servizi

CARTA DEI SERVIZI

ASSOCIAZIONE C.H.I.A.R.A.
(Chi Ha Invano Atteso Riceverà Aiuto)

Considerata la forte espansione della violenza contro le donne e del fenomeno del reato di stalking, l’ Associazione C.H.I.A.R.A. ha inteso costituire un centro antiviolenza e antistalking nel quale fornire essenzialmente assistenza legale e psicologica gratuita. L’Associazione, con sede legale e operativa a Voghera in Via Martinelli, 4  nasce il 20 giugno 2013 come proposta di un gruppo di donne, denominate successivamente “Soci Fondatori”, per rispondere alle richieste di bisogno del territorio.
“La violenza può essere caratterizzata da una serie distinta di azioni fisiche, sessuali, di coercizione economica e psicologica che hanno luogo all’interno di una relazione intima attuale o passata. Si tratta di una serie di condotte che comportano nel breve e nel lungo tempo un danno sia di natura fisica sia di tipo psicologico ed esistenziale “( A. C. Baldry, 2006).

Il Centro prevede una attività di primo ascolto e primo aiuto alle vittime di violenza nella forma di uno sportello, ubicato presso la sede dell’ associazione.
Inoltre, sono previsti servizi più mirati al recupero della vittima, ovvero sarà garantita assistenza psicologica, sociale e legale, con percorsi di aiuto necessari al recupero psichico della vittima, che inoltre – laddove lo richieda – sarà seguita durante l’iter processuale in caso di denuncia alle autorità giudiziarie competenti previa valutazione di diritto al patrocinio gratuito.

MISSION
L’ Associazione C.H.I.A.R.A., si occupa di accoglienza, consulenza, sostegno, protezione a favore di donne e donne con minori, vittime di maltrattamenti, violenze, abusi.
La Mission fa riferimento ai principi dell’Associazione, che è:
– un’ associazione di promozione sociale senza fini di lucro, basata sul lavoro volontario delle socie
– uno spazio di iniziativa culturale, sociale, politica aperto a tutte le donne, senza distinzioni religiose, etniche, politiche e sessuali, con la finalità di favorire la crescita di un soggetto femminile autonomo, che sia cittadina a tutti gli effetti, che si riconosca nei saperi e nelle culture femminili.

Il Centro Antiviolenza :
• Si riconosce nell’ottica della differenza di genere, che ritiene la violenza alle donne e ai minori, una violenza che ha radici nella disparità di potere tra i sessi
• Gestisce l’accoglienza telefonica e diretta di donne e donne con minori che hanno subito violenza e svolge attività finalizzate a contrastarlo la violenza
• Svolge attività prevalentemente rivolta a contrastare tutte le forme di violenza (fisica, psicologica, sessuale, economica, stalking) e sostiene progetti di donne e donne con minori che vivono situazioni di temporaneo disagio e difficoltà.
• Realizza quella metodologia di accoglienza, che si basa sulla relazione tra donne e che implica un positivo rispecchiamento del proprio genere, cioè un riconoscimento reciproco delle proprie competenze e del proprio valore e un rimando alle donne della forza del nostro progetto che possa contrastare il senso di impotenza che spesso le donne possono provare in queste situazioni. Il percorso di uscita della violenza verrà negoziato e rinegoziato in un continuo processo di reciprocità.
• Fornisce strumenti ed informazioni circa i diritti, le risorse, le strategie al fine di restituire alle donne autonomia e consapevolezza.
• Realizza studi e ricerche volte ad approfondire il fenomeno della violenza e del maltrattamento alle donne in ogni sua manifestazione al fine di attuare progetti ed iniziative volte a contrastare tali fenomeni.
• Attua iniziative culturali quali convegni, seminari, dibattiti ed altre forme di divulgazione volte ad informare sul fenomeno del maltrattamento e della violenza familiare ed extrafamiliare alle donne e donne con minori
• Sensibilizza l’opinione pubblica ad una riflessione sul fenomeno del maltrattamento e della violenza familiare ed extrafamiliare al fine di fare un’attività di prevenzione su tali fenomeni e promuovere cambiamenti culturali.
• Svolge attività di formazione sul problema della violenza e del maltrattamento familiare ed extrafamiliare alle donne e alle donne con minori.
• Costituisce un gruppo di riflessione e studio permanente sulla differenza di genere, la violenza ed il maltrattamento familiare ed extrafamiliare alle donne, che condividano e aderiscano alle finalità dell’Associazione e al suo Statuto

UTENTI
Le prestazioni del Centro sono rivolte a donne e donne con minori vittime di violenza familiare ed extrafamiliare.

ACCESSO AI SERVIZI
Il primo contatto con l’utenza femminile, può avvenire telefonicamente o direttamente allo sportello dell’ Associazione negli orari previsti. In entrambi i casi rispondono alla richiesta operatrici volontarie, con specifica formazione sulla metodologia dell’accoglienza.
Il contatto con l’utente si articola in varie fasi, che iniziano con la comprensione o chiarificazione della richiesta da parte di chi chiama, continuano con colloqui di accoglienza per affrontare il problema direttamente o indirizzare la donna ai servizi interni all’associazione, quali la consulenza psicologica, sociale e l’assistenza legale.
Le richieste possono pervenire all’ Associazione direttamente oppure attraverso la segnalazione di servizi sociali e forze dell’ordine.

MODALITA’ DEL FUNZIONAMENTO DEI SERVIZI
L’Associazione C.H.I.A.R.A. si può contattare attraverso le seguenti modalità:
• Direttamente allo sportello in Via Grieco n° 2 (presso la palestra di Pombio) nei giorni e orari di apertura : dal lunedì al venerdì dalle ore 16,00 alle 19,00  il giovedi dalle 15,30 alle 19,00 – i restanti giorni e orari su appuntamento – numero fisso: 0383-1915589
• al numero di telefono 3289556295 disponibili 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.
• Attraverso posta elettronica all’indirizzo e-mail: gruppochiara@gmail.com

ASCOLTO TELEFONICO O CONTATTO DIRETTO:
Sia il contatto telefonico che quello diretto allo sportello vengono gestiti da un’ operatrice che aiuta la donna a chiarire il motivo della richiesta, fornisce indicazioni sul percorso da intraprendere, dà informazioni sui servizi dell’Associazione e fissa un appuntamento per il colloquio di accoglienza.
L’operatrice compila anche una scheda standard che riporta i dati anagrafici, la situazione familiare, il motivo della richiesta, una prima valutazione di rischio e l’eventuale appuntamento concordato.

CONSULENZE
il Centro Antiviolenza si propone si fornire alla utenza in maniera gratuita le seguenti consulenze:
Servizio consulenza psicologica: prevede dei colloqui su appuntamento, della durata di circa 1 ora, per le donne che intraprendono un percorso di uscita dalla violenza
• ascolto (analisi approfondita del bisogno),
• percorso operativo psicologico atto alla rielaborazione degli accaduti traumatici, all’affrontare stati emotivi prevalenti di paura e di dipendenza e al raggiungimento di empowerment socio-relazionale e alla ritrovata autostima,
• accompagnamento nella scelta del percorso da intraprendere per uscire dalla violenza (condivisione PIA)
• valutazione del caso per inserimento in situazione abitativa protetta (per la donna e i suoi figli nelle situazioni di emergenza o pericolo che lo richiedono),
• interventi di informazione e promozione sociale sul territorio atti a far conoscere il tema di “genere” e alle modalità per contrastare il fenomeno di “violenza”,
Servizio consulenza legale: si esplica in colloqui informativi su appuntamento sui diritti e sulle norme della legislazione civile, penale e internazionale.
Assistenza nell’ambito del procedimento penale per la tutela della persona offesa nonché piena assistenza legale per il processo civile; nello specifico separazione, divorzio e affido minori.
consulenza sociale: prevede una serie di interventi mirati alla rilevazione delle problematiche sociale e il lavoro di rete con le Istituzioni.
Servizio consulenza educativa: prevede colloqui mirati, su appuntamento, per le donne che intraprendono un percorso di uscita dalla violenza – è una attività principalmente legata ai minori
Il centro si propone si fornire alla utenza le seguenti prestazioni:
– Primo aiuto per le vittime di violenza domestica e non, fisica e psicologica, stalking
– Ascolto protetto della vittima in caso di indagine dell’autorità giudiziaria se richiesto dalla stessa
– Mediazione culturale
– Ausilio nel percorso di aiuto delle vittime
– Orientamento al lavoro: Attraverso colloqui mirati sul bilancio delle competenze acquisite, bisogni e desideri, si procede alla stesura del curriculum vitae e all’orientamento rispetto ai luoghi sul territorio dedicati all’inserimento lavorativo.
– Analisi e monitoraggio del fenomeno della violenza nel territorio
– colloqui di rete con i servizi territoriali coinvolti nel caso (Forze dell’Ordine, Servizi Ospedalieri, Servizi Sociali, Tutela Minorile) Accoglienza, al bisogno, in Casa Chiara

PROFESSIONALITA’ COINVOLTE
Le operatrici volontarie hanno sviluppato competenze professionali attraverso la formazione, la supervisione, gli stage di formazione e tramite l’esperienza diretta di ascolto, accoglienza e relazione con le donne che hanno contattato il servizio. Sono inoltre tenute a partecipare al lavoro di supervisione continuo e ai corsi di aggiornamento.
Oltre alle operatrici volontarie l’Associazione prevede al suo interno le seguenti figure professionali:

• N. 4 psicologi
• N. 2 assistenti sociali 1 criminologa
• N. 4 legali
• N. 1 medico specializzato in medicina generale
• N. 1 infermiere
• N. 1 fisioterapista
• N. 1educatrice professionale
• N. 1 terapista occupazionale
• N. 1 fisioterapista
• N.1. OSS – Operatore Socio Sanitario

PROCEDURE PER ASSICURARE LA TUTELA DELLE UTENTI

L’Associazione C.H.I.A.R.A. si impegna nei confronti degli utenti, oltre all’osservanza del segreto professionale, al rispetto delle normative sulla “privacy” D lgs. 196/2003 e successive modifiche, al fine di garantire l’ anonimato e riservatezza.
Procederà all’ avvio di azioni, che riguardano la donna, solo dopo il suo consenso.
Il percorso di uscita dalla violenza viene negoziato e rinegoziato in un continuo processo di reciprocità tra le operatrici e la donna che richiede l’intervento dell’Associazione stessa.

TEMPI DI RISPOSTA
L’associazione si impegna ad avviare le attività di risposta alle richieste delle donne che telefonano in tempi brevi, che vanno da un minimo di 24 ore ad un massimo di 72 ore.

RISULTATI ATTESI
PER LE DONNE
Diminuzione dello stato di disagio delle donne che si rivolgono al servizio con conseguente miglioramento della loro qualità esistenziale e della loro partecipazione alla vita sociale. Crescita della consapevolezza identitaria e valoriale e della capacità di elaborazione dei propri vissuti

PER IL TERRITORIO
Aumento della sensibilità sociale e della conoscenza sulle problematiche e sulla rilevanza del fenomeno del maltrattamento fisico, psicologico, sessuale, economico.

RECLAMI
Per eventuali reclami l’utente si può rivolgere direttamente alle Responsabili nei giorni e negli orari di apertura .

RIFERIMENTI E CARICHE SOCIALI

Direttivo e Responsabilità
Presidente: Cristina Boffelli presidentechiara@gmail.com
Vicepresidente: Ilaria Fontana
Tesoriere: Cinzia Carniglia
Segretario: Giambini Gabriella
Consigliere: Anna Porrello
Consigliere: Cinzia Zerba
Consigliere: Nadia Poletti
Direttore: Anna Porrello direttorechiara@gmail.com
Responsabile Centro Antiviolenza: Dottoressa Carolina Ponzano e Dottoressa Ylenia PULLARA serviziopsicologicochiara@gmail.com
Responsabile soci: Ilaria Fontana – referentesoci@gmail.com
Responsabile convivenza Casa Chiara: Valentina Marsiglia – casachiara@gmail.com
Responsabile servizio sociale: Stefania Scapolan – assistentesocialechiara@gmail.com
Responsabile Servizio Psicologico: Dott.ssa Carolina Domenica Ponzano – Dott.ssa Ylenia Pullara – serviziopsicologicochiara@gmail.com

ASSOCIAZIONE C.H.I.A.R.A. Onlus
Chi Ha Invano Atteso Riceverà Aiuto – Onlus

Di seguito i dati dell’associazione:

Codice Fiscale 95032630188

Sede legale e operativa Voghera Via Martinelli, 4 27058 PV

• Associazione iscritta all’Albo regionale delle associazioni e dei movimenti per le pari opportunità.
(Numero di provvedimento 1834; Data di provvedimento 14/03/2016; Numero di iscrizione 570; Data di iscrizione 26/11/2015)

• Associazione iscritta all’Albo regionale delle associazioni di volontariato.
(Numero di provvedimento 1482/59018; Data di provvedimento 5/09/2013; Numero di iscrizione 278; Data di iscrizione 22/07/2013)

Tel. 3289556295 numero fisso: 0383-1915589
Gruppo Facebook: C.H.I.A.R.A.
Pagina Facebook: Associazione Chiara
Indirizzo email: gruppochiara@gmail.com
Sito Internet: http://associazionechiara.com

CASA CHIARA

PREMESSA
Una delle richieste che maggiormente ha visto coinvolta l’Associazione è quella dell’ospitalità, che le donne vittime di violenza si trovano a richiedere nella maggior parte dei casi in situazione di estrema urgenza e, nella peggiore delle ipotesi, senza disporre di un’entrata economica adeguata o sufficiente a far fronte all’immediato bisogno di cambiar casa e – conseguentemente – arredarla, pagare un affitto, pagare le utenze.
Sappiamo che la casa, l’abitare in genere, sono dimensioni fondanti nella qualità di vita di ognuno e sino ad ora, grazie alla disponibilità dei soci e ai fondi raccolti dall’Associazione in occasione di manifestazione, si è riusciti a sopperire a tale esigenza collocando la donna in un appartamento e provvedendo alle pulizie ed alle spese settimanali, sostenendo anche l’assistita nella ricerca di un lavoro e nell’accudimento dei bambini.
Ma la ricerca di una casa come punto di appoggio per ricominciare il cammino della propria vita è ancor più difficile in condizioni di fragilità, e rappresenta un modo ed uno spazio per affrontare delle fasi, anche transitorie, di difficoltà che richiedono una risposta residenziale, accompagnata da servizi di accompagnamento e sostegno.
Questa nuova piaga sociale della violenza ha fatto sì che anche il disagio abitativo si acuisse, estendendosi a nuove fasce della popolazione – le donne vittime di violenza – alla ricerca di un tipo di accoglienza, anche temporanea.
Non abbiamo però pensato all’accoglienza come ad un semplice luogo di permanenza più o meno lunga della persona o della famiglia accolta; vorremmo infatti dare un diverso segnale ed una diversa e migliore qualità all’accoglienza, in modo che non sia solo un’ospitalità fatta di tempo trascorso in ambienti sicuri, ma qualcosa di più e di diverso.
Recentemente, grazie al forte sostegno dell’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Voghera, abbiamo ottenuto in comodato gratuito un appartamento in una zona tranquilla ma ben servita per raggiungere il centro città; ora ci stiamo adoperando per ristrutturarlo e creare la Casa di Chiara, un sogno che si avvera, una risposta sicura alle esigenze delle nostre donne, in cui mettiamo tutto il nostro entusiasmo e le nostre forze.

La Casa di Accoglienza C.H.I.A.R.A. offre progetti individualizzati, volti alla promozione della maturità umana, affettiva, relazionale e genitoriale nonché di una adeguata autonomia individuale, lavorativa ed economica. Il soggiorno presso la Comunità è temporaneo e varia a seconda del progetto convenuto tra l’Ente inviante, la Direzione della casa di accoglienza e la Donna che chiede di essere ospitata. Preliminare ad ogni ipotesi di ingresso, è la dimostrazione che non sussistono motivazioni sanitarie contrarie all’accoglimento. E’ perciò richiesta una documentazione sanitaria generale sullo stato di salute della Donna e dei suoi bambini, comprendente tutti gli accertamenti indicati nella apposita scheda. Oltre a ciò, all’Aspirante Ospite, prima dell’eventuale ingresso in comunità, è richiesto un colloquio di chiarimento e di impegno reciproco, volto a verificare la sussistenza di adeguate motivazioni personali e soprattutto del desiderio di impegnarsi con Se stessa, e con l’intera Comunità. Nel corso del colloquio saranno perciò approfonditi i più significativi aspetti del “Progetto Individuale” e saranno adeguatamente illustrate le “Regole di funzionamento della Casa”. “Progetto” e “Regole” che l’Aspirante Ospite si impegna a seguire ed a rispettare scrupolosamente, cosciente del fatto che in caso contrario, essendo venute meno le motivazioni dell’accoglienza, l’ ospitalità dovrà essere interrotta.

CASA DI ACCOGLIENZA CHIARA

La Casa di accoglienza CHIARA si trova a Voghera e può accogliere donne sole o nuclei “madre e figli minori” per un massimo di 5 persone.
E’ costituita da un appartamento:
1. Appartamento Composto da
A. Cinque Posti letto in n . 2 Camere
B. Cucina
C. Soggiorno
D. Bagno

L’ubicazione della casa, permette alle donne di mantenere o acquisire una certa autonomia poiché è possibile fruire facilmente di tutte le risorse presenti nel territorio, favorendo tra l’altro l’integrazione sociale e la conseguente uscita dallo stato di isolamento.
Nonostante le ospiti della casa convivano nella stessa struttura, ciascuna di loro ha spazi propri per garantire l’autonomia nelle normali attività di routine quotidiana.
Presso la casa accoglienza vengono accolte donne in difficoltà, sole o con figli minori, donne vittime di maltrattamenti e/o violenze, donne che attraversano periodi difficili e che richiedano una guida nella gestione dei propri figli.
In funzione dei diversi casi vengono predisposti percorsi adeguati, finalizzati al recupero della propria identità, alla costruzione o ricostruzione del proprio ruolo genitoriale o al superamento del trauma subito. Le donne, ove necessario, vengono tutelate dall’ambiente esterno e/o accompagnate in percorsi di autonomia a seguito della pianificazione del progetto educativo individuale costruito e coordinato con l’ufficio del servizio sociale incaricato.
In ogni caso, il periodo trascorso all’interno di una struttura di accoglienza deve essere inteso come momentaneo e pertanto la permanenza è sempre finalizzata a strutturare percorsi di autonomia, anche economica, delle utenti. In tal senso si cerca di prendere coscienza delle competenze e delle predisposizioni personali di ognuno per valorizzarle e trasformarle in opportunità di lavoro.

LE OSPITI e i MINORI

La comunità accoglie donne sole, o mamme con minori, provenienti da situazioni di disagio e/o di maltrattamenti che non presentino problemi di natura psichiatrica né dipendenze.
Per le donne vittime di violenza l’accoglienza viene pianificata a seguito della denuncia della donna alle autorità e l’inserimento viene effettuato garantendo la tutela della privacy della donna.

IL PROGETTO INDIVIDUALE

OBIETTIVI

Accompagnare l’individuo o il nucleo perché riattivi o acquisisca strumenti e risorse necessarie alla costruzione di un progetto di vita autonomo, tenendo conto delle esigenze materiali, relazionali, affettive, culturali, professionali affinché il progetto risulti soddisfacente e rispettoso sia dell’individualità che del nucleo.

OBIETTIVI INTERMEDI PER LA DONNA

L’inserimento in una qualsiasi struttura di accoglienza implica un iniziale disorientamento, soprattutto se avviene a seguito di un trauma subito. Le ospiti affrontano la nuova situazione solitamente con paure e timori.
Pertanto, è nostra cura predisporre un ambiente accogliente, non solo nella disposizione degli spazi fisici, ma anche nella calorosa accoglienza che viene offerta alle nuove ospiti. Soprattutto per i nuclei, si cerca di creare un ambiente familiare per aiutare i minori ad ambientarsi alla nuova situazione.
Durante il periodo di permanenza presso la struttura, l’intervento è finalizzato ad aiutare la donna ad uscire dalla condizione assistenziale ed accompagnarla nel percorso di autonomia.
Pertanto, è previsto che vengano individuate le qualità e le capacità che la donna possiede affinché ne acquisisca consapevolezza, le consolidi e le sviluppi.
Le donne con impiego continuano a mantenere il loro posto di lavoro proseguendo la normale routine e i minori continuano a frequentare regolarmente l’istruzione scolastica.
Le madri vengono supportate nella gestione quotidiana familiare, ed una particolare attenzione viene data al ruolo materno, nei suoi aspetti relazionali ed educativi, fornendo strumenti utili per la futura gestione autonoma dei figli.
Dato che non può esistere un modello unico di genitorialità, l’equipe riconosce ed accetta che l’ospite possa raggiungere livelli di consapevolezza, di confronto, di progettazione diversi dai propri nel rapporto madre/figlio, tenendo sempre conto del benessere del minore.

FASI DEL PERCORSO
INSERIMENTO

Le donne sole, o le mamme con minori, vengono inserite a seguito di valutazioni evidenti di bisogno approfondite con i Servizi Sociali o dei Consultori Familiari.
Le fasi del processo di inserimento sono:
• alla richiesta di accoglienza deve essere allegata una relazione del nucleo.
• Cartella personale utente, aggiornata periodicamente con le osservazioni e i dati sullo sviluppo del suo percorso, contenente:
• L’anamnesi familiare, sociale e sanitaria,
• Le osservazioni, compilate mensilmente e ogni qual volta vi sia un cambiamento significativo
• Il registro delle presenze presso la casa
• Il progetto Personalizzato

Un colloquio di approfondimento con l’associazione per focalizzare i bisogni del nucleo e gli obiettivi che si intendono raggiungere.
L’Equipe dell’Associazione, valuta la possibilità dell’inserimento.
Qualora l’Equipe dell’Associazione, ritenga possibile l’inserimento si procede ad un colloquio con la donna per cui è prevista l’accoglienza. Durante questo colloquio vengono definiti progetti e obiettivi condividendo con la nuova ospite le finalità del percorso. Viene presentata la struttura e il regolamento interno: la signora ne prenderà visione per poterne dare accettazione.

ACCOGLIENZA

Al momento dell’ingresso nella Casa, oltre che a fornire spiegazioni sul funzionamento pratico della casa, l’equipe accompagnerà il nucleo in una prima conoscenza del territorio limitrofo alla struttura.

COSTRUZIONE PROGETTO

• Conoscenza e osservazione:
• attraverso quanto la donna riporta a livello verbale e non verbale, si raccolgono elementi significativi per la costruzione del progetto..
• Definizione De progetto: tenendo conto degli obiettivi da raggiungere, condivisi eventualmente con il Servizio Sociale e dalla donna, si procede alla definizione del Progetto Individuale.
• Valutazione e revisione del Progetto individuale: la revisione è trimestrale e viene condivisa con l’ equipe di riferimento e con la donna.

DIMISSIONI:

Le dimissioni vengono concordate con l’ospite e il Servizio Sociale di riferimento, in base alle verifiche degli obiettivi di ogni singolo soggetto. Le dimissioni prevedono una relazione di chiusura finalizzata a lasciare alla donna alcune considerazioni utili per il suo cammino verso l’autonomia. In ogni caso le dimissioni possono avvenire prima dei tempi concordati per le seguenti motivazioni:

• non osservanza del progetto concordato e condiviso
• condotta non consona alla convivenza
• assenza prolungata ingiustificata (oltre i tre gg)
• provvedimenti disciplinari (arresti e violazione del codice penale)

TEMPI DEL PROGETTO

La durata della permanenza é soggettiva ed individualizzata dal’ equipe, comunque, non potrà andare oltre un altro anno, per evitare che si generi un meccanismo di dipendenza e di regressione.
Il nostro primo obiettivo è riconoscere e valorizzare le risorse di ciascuna persona accolta. L’equipe non impone, ma propone soluzioni e modelli motivandoli affinché la donna sperimenti il suo spazio di responsabilità, di autonomia e di creatività. Rispetto dunque ai bisogni e alle fragilità del nucleo, l’equipe educativa non si sostituisce alla donna ma la accompagna e la sostiene.

METODI E STRUMENTI DI LAVORO

La quotidianità: l’equipe, attenta a dare ad ogni cosa una valenza educativa, propone stimoli e pone eventuali vincoli affinché la donna, proprio nel quotidiano, acquisisca strumenti per affrontare percorsi di autonomia.
I colloqui : il colloquio settimanale è uno spazio dedicato al progetto individuale della donna. E’ un momento in cui si restituisce quanto é stato osservato, si condividono gli obiettivi raggiunti e si individuano nuove tappe da conquistare.
Strumento ad uso esclusivo della equipe: Il DIARIO dove si raccolgono in modo chiaro e conciso tutte le osservazioni che possano servire alla verifica e valutazione del Progetto individuale.
Riunione di equipe: é uno spazio di discussione teorica dove si rivede la metodologia dell’approccio oltre ad essere l’occasione in cui l’equipe discute e valuta gli interventi in corso. L’incontro viene alla fine verbalizzato
Lavoro di rete: per rispondere in modo integrato ai bisogni di chi viene accolto, l’equipe promuove e partecipa a incontri di rete fra i diversi soggetti che accompagnano la donna e i minori.
I processi formativi : La associazione promuove e facilita la partecipazione a percorsi formativi interni ed esterni alla stessa perché crediamo fortemente che la formazione sia uno strumento indispensabile a mantenere le motivazioni e le competenze.